domenica, 28 maggio '17.
Sei il visitatore n░ 1268920



Uffici Comunali

In Evidenza


Eventi Maggio 2017

Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
  • 11
  • 12
  • 13
  • 14
  • 15
  • 16
  • 17
  • 18
  • 19
  • 20
  • 21
  • 22
  • 23
  • 24
  • 25
  • 26
  • 27
  • 28
  • 29
  • 30
  • 31
       
<< Mese Prec


Archivio




Informazioni > Storia

Storia
Storia



I reperti litici venuti alla luce presso il monte Lama e risalenti a circa 35.000 anni fa indicano che l'Alta Val d'Arda venne abitata da tempi remotissimi; in epoca preromana la valle era dominio delle tribù dei Liguri Veleiati, i quali occupavano una vasta fascia dell'Appennino, come dimostrano i ritrovamenti che documentano l'organizzazione dei loro villaggi fortificati, detti ''castellieri''. La zona era già percorsa da una serie di itinerari che mettevano in comunicazione la Pianura Padana con la Lunigiana e la Garfagnana, tuttavia questa viabilità rimase sempre, per il suo carattere impervio, secondaria rispetto alle grandi vie di valico appenniniche. La stessa città romana di Veleia, sede di un fiorente Municipio, sorse con ogni probabilità su un preesistente insediamento ligure del quale si sono trovate tracce che risalgono sino all'età del ferro, ed appare certo che la viabilità attraverso l'Alta Val d'Arda venne utilizzata anche in epoca romana, dopo la completa sottomissione delle tribù locali che durò più di ottant'anni. Il toponimo di Morfasso forse deriva dal latino ''moram facere'' (sostare); se così fosse tale termine indicherebbe che l'insediamento trae le sue origini da una sorta di accampamento militare romano fondato durante la guerra con le popolazioni Liguri. Secondo altre interpretazioni invece il nome ha origini longobarde.

Uno dei momenti fondamentali nella storia di questi luoghi coincide con la fondazione del monastero dei SS. Salvatore e Gallo di Val Tolla, che in breve tempo divenne il centro amministrativo ed economico dell'alta valle.
Posti sotto la giurisdizione dell'Abbazia erano diversi castelli, costruiti dopo il sec. X, in un'epoca in cui le invasioni barbariche dal nord e quelle saracene dal sud cominciavano a mettere in crisi il regno longobardo. Queste opere difensive furono realizzate spesso dall'autorità religiosa, minacciata sempre di più dalle nascenti signorie locali, sorte dopo l'indebolimento del potere centrale. Tra questi castelli è possibile menzionare quello di Morfasso e quello di Sperongia (anticamente detto di ''spelunca''), concesso in privilegio al Monastero di Val Tolla da re Berengario I e quindi ceduto per investitura da parte dello stesso Monastero a diverse famiglie feudali, finchè assunse il ruolo di sede amministrativa del giusdicente di Val Tolla, ruolo mantenuto fino al 1716. Purtroppo dei monumenti storici del Comune, l'Abbazia, l'ospedale benedettino dei Casali, i castelli di Morfasso e Sperongia restano pochissime tracce; dell'Abbazia addirittura non si conosce nemmeno l'esatta ubicazione, anche se è certo che si trovasse nei pressi della località che ancora oggi si chiama Monastero, a valle del capoluogo. In questi anni sembra sia rinato l'interesse attorno a questo centro religioso e civile e con esso l'interesse per la ricerca delle sue tracce sepolte: resti di mura probabilmente facenti parte del complesso abbaziale sono state recentemente rinvenute in loco.

Il Monastero di fatto venne soppresso dall'autorità papale (nel 1624 il cardinale Francesco Barberini trasferì tutto l'archivio del monastero, tra cui i diplomi reali e i privilegi papali, a Roma), forse in seguito a diversi sandali determinati dall'abbandono del rigoroso stile di vita benedettino, e gli edi fici che lo costituivano passarono agli Sforza di S. Fiora, ma non si hanno notizie riguardo alla rovina che ne determinò la completa scomparsa.L'inizio della lenta fase di decadenza morale, civile e religiosa in ogni caso coincise con la perdita del potere amministrativo del centro monastico in seguito all'investitura a favore del Comune di Piacenza (1220) di tutta la giurisdizione di Val Tolla da parte del vescovo della stessa città. Nel corso di questo secolo è d'obbligo ricordare che il Comune di Morfasso, uno dei territori storicamente più depressi della Provincia, vide partire un numero molto elevato di emigranti, specialmente per l'Inghilterra; ancora oggi esistono vere e proprie comunità di morfassini all'estero i quali tuttavia non hanno mai interrotto il proprio legame con la terra d'origine, anzi, ogni anno, d'estate, in molti ritornano per sistemare ed abitare le vecchie case, proprie o dei propri padri. Infine occorre menzionare come le montagne di Morfasso furono, al termine dell'ultima guerra, uno dei teatri di spicco della lotta partigiana piacentina.

Approfondimenti


TornaTorna 

Informazioni

Servizi On-line

Entrate Comunali

Vetrina Immobiliare

Sondaggio

GuestBook

Ovvero il libro degli ospiti: lo spazio per i vostri commenti, suggerimenti o richieste



Albo Pretorio

Galleria Fotografica

Tutte le immagini presenti nell'archivio fotografico del Comune di Morfasso






Web Site a cura di
Edita S.p.A.




logo del sito Uppennino piacentino