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L'Alta Val d'Arda, dove si trova il Comune di Morfasso, è chiusa a sud da un imponente anfiteatro di monti che, se da un lato ha nel corso del tempo reso difficili i collegamenti, ha d'altra parte consentito una buona preservazione dell'ambiente naturale. Questo crinale, che funge da spartiacque tra Val d'Arda, Val Nure e Val Ceno, inizia con il monte S. Franca (crocevia tra i Comuni di Morfasso, Farini e Bettola) e prosegue, descrivendo un arco, con i monti Menegosa, Lama, Groppo di Gora, Pellizzone e Carameto. Ci troviamo in un contesto prezioso dal punto di vista ambientale in virtù di caratteri naturali inalterati (favoriti dalla scarsità di insediamenti) e di spiccate emergenze geologiche. Il torrente Arda, che nasce da questi rilievi, venne sbarrato negli anni compresi tra il 1919 ed il 1934 da una diga in località Mignano, al confine tra i Comuni di Vernasca e Morfasso, per garantire una regolare affluenza d'acqua irrigua ai terreni della pianura. Tale sbarramento ha pertanto originato un lago artificiale di notevoli dimensioni, ben visibile a chi transita sulla strada di fondovalle che collega Lugagnano a Morfasso. Gli altri accessi all'alta valle ed a Morfasso passano attraverso il Passo del Pellizzone (dalla parmense Val Ceno) ed il Passo dei Guselli (dalla Val Chero e dalla Val Nure). Nella parte settentrionale del Comune, al confine col territorio di Lugagnano, si trova un'altra importante emergenza di carattere ambientale: il Parco del Monte Moria. Quest'altopiano di oltre 10 kmq, coperto in massima parte di boschi, tradizionalmente conosciuto come riserva naturale e meta di escursioni domenicali, è dominato dai rilievi dei monti Moria (metri 901), Rovinasso (metri 858) e Croce dei Segni (metri 1072). La vegetazione del Parco è costituita da faggete ad alto fusto e da castagneti secolari, con la presenza di fustaie di conifere, roverelle, ornielli e carpini. L'area del Parco Provinciale si raggiunge più agevolmente da Lugagnano Val d'Arda: salendo verso la parte alta del paese si incontra l'isolato oratorio della Madonna del Piano, situato al bivio tra la strada per la Val Chiavenna e appunto quella per il Parco Provinciale. Imboccata quest'ultima si sale lungo il crinale detto ''Costa d'Asino'' e si attraversano numerosi agglomerati rurali. Dopo qualche chilometro tuttavia il paesaggio cambia radicalmente: ai campi coltivati si sostituiscono fitti boschi e gli edifici diventano rarissimi. Dopo aver percorso una quindicina di chilometri si giunge nel cuore vero e proprio del Parco: la strada spiana e si arriva in una radura preannunciata dalla comparsa del tempio dedicato alla Madonna del Monte. La chiesa attuale è di edificazione recente e sorge sui resti di un precedente oratorio del 1882, ma sembra che qui esistesse una cappella fondata dai monaci dell'Abbazia di Val Tolla. La strada asfaltata termina nei pressi dell'isolato rifugio del Parco. Questo edificio, di proprietà dell'Amministrazione Provinciale, è stato ampiamente rimodernato nel corso del 1999 per migliorare le sue capacità ricettive. E' comunque possibile accedere al Parco Provinciale sia dalla località di Rustigazzo, nei pressi di Veleia, sia dal versante opposto, passando per Monastero e Taverne. L'area è dotata di numerose strutture per la sosta e le colazioni all'aperto; l'immediata vicinanza del Parco con l'area archeologica degli scavi di Veleia offre inoltre la possibilità di conciliare, nell'ambito della medesima escursione, gli aspetti culturali con quelli naturalistici. Il Chero, infine, segna il confine tra i Comuni di Gropparello e Lugagnano; nella parte bassa di questa vallata, fino al paese di Castellana, è ancora molto diffusa la vite, ma, più si sale e più essa lascia spazio ai boschi ed al tipico paesaggio montano di Obolo e Groppovisdomo. Il torrente nasce nella parte alta del Comune, in una stretta lingua di territorio che si incunea tra i Comuni di Bettola e Morfasso. Al vertice di questo ''cuneo'', a circa mille metri di altitudine, si trova la stazione climatica di Prato Barbieri, importante nodo stradale all'incrocio fra tre vallate; da qui è possibile scendere sia verso Morfasso che verso Bettola.

NEI DINTORNI.....
Oltre agli scavi di Veleia, raggiungibili da Lugagnano o, appunto, dall'area del Parco Provinciale, è possibile effettuare una escursione verso Bardi, per ripercorrere in parte il percorso della Via Francigena e per visitare il bellissimo castello che si trova in questa località della parmense Val Ceno.


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